Sotto ogni firma elettronica c’è un fatto scomodo: il certificato che l’ha prodotta scade. Di solito entro un anno o due. Un contratto d’affitto ventennale firmato oggi sopravvive molte volte al proprio certificato di firma.
Se non si fa niente al riguardo, aprire il file nel 2032 restituisce «validità della firma sconosciuta»: non perché ci sia qualcosa che non va, ma perché le prove necessarie a verificarla sono invecchiate. Gestire bene questa cosa è ciò che separa una vera piattaforma di firma da uno strumento che disegna l’immagine di una firma su una pagina.
Il problema, in concreto
Per verificare una firma, un lettore deve rispondere a tre domande: di chi è il certificato che l’ha prodotta, quel certificato era valido al momento, e il file è cambiato da allora. Di norma risponde alla seconda chiedendo all’autorità di certificazione: cosa che funziona finché il certificato non scade, finché l’autorità non dismette il servizio, o entrambe.
Quindi la risposta va catturata al momento della firma e portata dentro il file, invece di essere cercata dopo.
Che cosa swipesign mette nel file
- Standard
- PAdES B-LTA (ETSI EN 319 142)
- Fonte della marca temporale
- Un’autorità di marcatura temporale qualificata, attualmente A-Trust
- Applicata
- Dopo ogni firma, e ancora una volta quando firma l’ultimo firmatario
- Funziona in
- Adobe Reader e in qualsiasi lettore che conosca PAdES
- La catena dei certificati: ogni certificato dal firmatario fino alla radice, così il lettore non deve mai andare a prenderne uno.
- Le prove di revoca: la prova, catturata nel momento della firma, che il certificato non era stato revocato. È la parte che dopo smette di funzionare se non la si salva.
- Una marca temporale qualificata dopo ogni firma: prova indipendente, rilasciata da un’autorità fidata, del momento esatto di ogni firma, così che «era valida allora?» abbia una risposta che non dipende da oggi.
- Una marca temporale di archiviazione, stesa sul documento finito quando hanno firmato tutti. Sigilla tutto quanto sopra, comprese le marche temporali precedenti, ed è ciò che porta il file al livello di archiviazione più alto.
Perché l’ultimo passaggio avviene alla fine
Ogni firma riceve la propria marca temporale qualificata nel momento stesso in cui viene apposta. La marca temporale d’archivio arriva ancora una volta alla fine, sull’intero documento. Quest’ultimo passaggio è indipendente dal fornitore: che i Suoi firmatari abbiano usato ID Austria, uno Smart-ID baltico o un mix di mezza dozzina di servizi diversi, il documento finito risulta sigillato allo stesso modo.
Che cosa significa in pratica
Apra fra dieci anni un documento swipesign completato in Adobe Reader, offline, con il certificato di firma scaduto da tempo, e dovrebbe verificarsi lo stesso: perché tutto ciò che serve a controllarlo è dentro il file. Si veda Verificare una firma in Adobe Reader.
Conservare il file resta compito Suo
Una firma progettata per durare decenni non serve a niente se il documento è sparito. swipesign cancella i documenti completati dopo 14 giorni: scarichi e archivi la Sua copia. Si veda Per quanto tempo conserviamo i Suoi documenti.
Devo fare qualcosa per averlo?
No. Viene applicato a ogni flusso di firma completato. Non c’è nessuna impostazione e nessun upgrade.
Vale anche per le firme avanzate o solo per le qualificate?
La sigillatura e la marcatura temporale si applicano al documento in entrambi i casi. Tra AES e QES cambia la forza dell’identità dietro la firma, non quanto bene viene conservato il file. Si veda AES e QES a confronto.
E se fra quindici anni swipesign non esistesse più?
È esattamente per questo che le prove stanno dentro il PDF e non sui nostri server. Per verificare servono il file e un lettore conforme agli standard: non noi, e nemmeno una connessione internet.