Sì. I documenti firmati con swipesign sono giuridicamente vincolanti nell’UE ai sensi di eIDAS e negli Stati Uniti ai sensi dell’E-SIGN Act e dello UETA.
È la risposta breve, e di solito è tutta la risposta. Il resto conta quando qualcuno contesta la firma.
Che cosa rende solida una firma
I giudici non chiedono se una firma era elettronica. Chiedono tre cose. Può dimostrare chi ha firmato? Può dimostrare che intendeva firmare? Può dimostrare che il documento non è cambiato da allora?
Se risponde a tutte e tre, la firma è difficile da contestare. Se non risponde a nessuna, ha in mano l’immagine di un nome.
È per questo che swipesign emette solo firme avanzate (AES) e qualificate (QES). Entrambe sigillano il documento, così le modifiche successive si vedono, ed entrambe identificano il firmatario, anche se con standard molto diversi. La AES lo fa in modo indiretto, tramite l’indirizzo e-mail e un numero di telefono; la QES lo fa tramite un prestatore qualificato che controlla un documento d’identità. Si veda AES e QES spiegate.
Valida non vuol dire incontestabile
Una firma elettronica qualificata ha uno status preciso nel diritto dell’UE: è giuridicamente equivalente a una firma autografa e ribalta l’onere della prova. Se contesta una QES, deve dimostrare Lei che non era Lei: non è la controparte a dover dimostrare che lo era.
La AES non ribalta niente, ma è comunque ammissibile e documentata. Per i documenti aziendali di tutti i giorni è normalmente la scelta giusta. Per tutto ciò in cui perdere una causa costerebbe caro, usi la QES.
Che cosa può davvero produrre
Ogni documento firmato arriva con un audit trail: chi lo ha aperto, quando, come è stata verificata la sua identità, quando ha firmato. La firma porta un certificato di un prestatore di servizi fiduciari qualificato, e chiunque può convalidarla senza passare da noi, anche dopo che ha smesso di essere un nostro cliente. Si veda Che cosa contiene l’audit trail e come verificarlo.